Apprendimento

Come asseriva il celebre psicologo Alfred Binet, non possiamo perdere per strada tanti bambini solo perchè vanno male a scuola:un domani potrebbero essere proprio loro a conseguire risultati eccezionali!

Dislessici come Tom Cruise:Non sanno leggere e scrivere bene. Poco intelligenti? Macché. Guardate che carriera hanno fatto alcuni di loro e leggete quali terapie sono più idonee per aiutare un bambino che ha disturbi d’apprendimento

Ne soffrono quattro, cinque bambini su cento. Soprattutto maschi. Colpiti due o tre volte più delle femmine. Ma non chiamateli malati, per carità.
Direste che attori come Robin Williams, Orlando Bloom, Keira Knightley, Anthony Hopkins o Tom Cruise, che sulla gestione della parola hanno edificato la carriera, sono dislessici? No, la dislessia non è una patologia.
Ma certo è una presenza tangibile, onerosa. Perché, in pratica, non c’è classe elementare italiana che non conti almeno un bambino dislessico. Un bimbo, cioè, alle prese con l’incapacità di leggere e scrivere in maniera corretta e fluente.
Dislessia. Potrebbe essere la risposta a una raffica di interrogativi che a un certo punto, come tarli, cominciano a tormentare la testa di un genitore: «Perché il mio bambino non sa leggere?», «Perché scrive così male?», «Perché non sa le tabelline?». Ma sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: i dislessici sono ragazzi intelligenti (il loro quoziente intellettivo è nella media o al di sopra), spesso creativi. Un cervello che lavora in modo diverso
«La loro è una difficoltà che non dipende da un deficit intellettivo o da un disturbo della vista o dell’udito, né dalle disagiate condizioni della famiglia e neppure da chissà quali turbe psicologiche» . «Semplicemente, il loro cervello lavora diversamente. E la loro difficoltà nell’apprendere viene spesso male interpretata». Scattano le reazioni dei genitori: «Sei il solito pigro e sbadato!», «Su, datti da fare: non t’impegni abbastanza». Ma scattano anche, nel bimbo, le frustrazioni. Le falle nell’autostima.
Ma la verità è che il cervello funziona in maniera differente. In questi bambini esiste una diversa organizzazione di alcune aree della corteccia cerebrale, che le rende meno adatte alla loro peculiare funzione: quella di collegare simboli grafici e suoni corrispondenti. Succede, così, che la lettura e la scrittura diventano processi lenti, macchinosi. sofferti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: