Il bambino dislessico :Le conseguenze psicologiche

Il bambino dislessico è probabilmente il primo a vivere la propria difficoltà, senza riuscire a darsi una spiegazione ragionevole. Nel constatare le reazioni dell’ambiente circostante non potrà che sviluppare un disagio psicologico. Tutto ciò ha ripercussioni negative sulla sua autostima e in genere sulla formazione della sua personalità.

Questo disagio può tradursi in disturbi di comportamento, atteggiamenti di disinteresse da tutto ciò che può richiedere impegno, chiusura in se stessi, ecc. Per affrontare gli apprendimenti scolastici il bambino con dislessia sarà costretto a dipendere da altri per l’incapacità ad accedere agilmente al codice scritto.

L’esposizione a dei continui insuccessi fa sì che i ragazzi sviluppino una sorta di “rassegnazione appresa” che si manifesta in una apatia e mancanza di voglia di riscattarsi.

Tali difficoltà “accessorie” potrebbero essere in parte superate se l’accesso agli apprendimenti potesse essere di altro genere rispetto alla letto-scrittura, se potesse avvenire attraverso a un’altra modalità. I bambini con DSA infatti sono intelligenti e quando l’informazione viene fornita per via orale, riescono a comprenderla ed a gestirla.

Testimonianza di  NICOLA : alla domanda “come fai  a seguire le lezioni, prendi appunti?” lui risponde candidamente “mi basta ascoltare, memorizzo tutto! Di solito non rileggo neanche la lezione a casa. Se ho un’interrogazione non studio neanche, ripasso un po’ ma non mi serve molto perché cerco di stare molto attento in classe. Per questo mi faccio mettere il banchino da solo nell’angolo per non essere disturbato.. mi vengono le orecchie da Dumbo per seguire tutto..”

Tali abilità devono essere valorizzate e non si deve colpevolizzare un ragazzo se non rilegge, non sottolinea e non studia se tuttavia riesce a ottenere un buon risultato con altri metodi. Così come viene implementata la funzione della letto-scrittura durante tutto il corso degli studi, anche la capacità di gestire l’informazione orale dovrebbe essere allenata.

Un’altra strada alternativa che vale la pena proporre ai ragazzi è un ancoraggio dell’informazione verbale al canale visivo. L’apprendimento passa infatti per metodi verbali, ma esistono anche tecniche di memorizzazione visive molto efficaci. Inoltre quello che viene chiamato Visual Thinking (pensiero visuale) permette di sviluppare la cognizione visiva, di liberare il potenziale creativo e di accedere alle facoltà inventive, di intuizione e di immaginazione.

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