È necessario l’insegnante di sostegno per un bambino con D.S.A.?

 

La legislazione attuale permette ai bambini dislessici di essere aiutati da un insegnante di sostegno solo nel caso vengano segnalati e certificati ai sensi della legge 104/92.

Negli altri casi, l’alunno può essere diagnosticato ma non certificato ai sensi della legge e non ha diritto ad un insegnante di sostegno.

La presenza di un insegnante di sostegno di classe può essere preziosa, nel ruolo di:

• Lettore

• Aiutante nel prendere appunti durante le lezioni;

• Aiutante nell’insegnare strategie per lo studio;

• Maestro nell’insegnamento dell’uso del computer e dei programmi di scrittura;

• Aiutante nello studio della lingua straniera orale;

• Sostegno psicologico.

Le modalità di lavoro con l’insegnante di sostegno dovranno essere valutate e precisate con gli altri insegnanti della classe.

Un bambino con D.S.A. può essere redarguito e/o bocciato?

Sì, può essere redarguito, dipende dalla “sensibilità dell’insegnante”, che dovrà capire fino a che punto il bambino si approfitta di questa situazione “di agevolazione” o se si trova davvero in difficoltà.

Sì, può essere bocciato, qualora esista una programmazione individualizzata per tutte le materie e non siano stati raggiunti gli obiettivi prefissati.

Da considerare che una bocciatura alle scuole di I° e II°, minerebbe, ulteriormente, l’autostima di questi ragazzi

Cosa pensano alcuni insegnanti della dislessia?

Dagli atti del convegno Nazionale del 30 Maggio ’98 tenutosi a Bologna, un intervento della dott.ssa L. Garnero, del comitato della scuola A.I.D. (Associazione Italiana Dislessia)

La dottoressa Garnero ha effettuato un sondaggio su un campione di 600 insegnanti di scuola elementare e media del Nord Italia, riscontrando che:

“È molto più facile accettare da parte degli insegnanti, come diverso, un portatore di handicap grave, un disadattato sociale o psichico, piuttosto che un dislessico”.

Questo perché solitamente la scuola pretende da un bambino dislessico che sia normale (avendo un QI nella media); cioè che legga, scriva, conti, impari le tabelline, come ogni bambino.

Se non riesce, si pensa che sia pigro, o svogliato, negligente, disattento o semplicemente “stupido”.

Per modificare questa forma mentis è necessaria una formazione specifica del corpo docente.

Formazione che è tutt ’ora in atto in tutte le regioni italiane

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