Dislessia e futuro professionale

Giacomo Stella
Associazione Italiana Dislessia

Dislessia e futuro professionale.
Abbiamo condotto una indagine pilota su 472 bambini di quinta elementare, 535 ragazzini di terza media e 166 ragazzi che frequentavano dei corsi negli enti di formazione professionale regionale. A questi ragazzi abbiamo somministrato delle prove di lettura, di scrittura, di comprensione del testo per vedere quale grado di difficoltà hanno nelle diverse fasi di scolarizzazione. Lo scopo della ricerca regionale era quello di verificare quanto il disturbo specifico di apprendimento può influenzare il fenomeno della dispersione scolastica. In che misura un bambino appena può abbandona il percorso scolastico o invece lo prosegue, e se lo prosegue, quali indirizzi scolastici intraprende?
I dati che abbiamo trovato dicono che nella scuola elementare ha incidenza molto simile a quella della scuola media.

 

Nei corsi di formazione professionale che noi abbiamo studiato, cioè quelli regionali, il quadro cambia nettamente: queste sono percentuali, cioè significa che circa il 5% della popolazione scolastica alle elementari aveva delle difficoltà significative, sempre circa il 5% alla scuola media, più del 14% nel corso di formazione professionali.
In sintesi quello che noi abbiamo visto è che la percentuale di soggetti presenti nei corsi di formazione professionale, che hanno delle difficoltà di apprendimento, cioè difficoltà a leggere, a comprendere il testo e a scrivere nonostante normali qualità intellettive, è molto più numerosa rispetto alla distribuzione normale riscontrata nella scuola dell’obbligo.
Dobbiamo naturalmente porci alcune domande perché prima di tutto, nonostante nei corsi di formazione professionale vengono adottate didattiche diverse, differenziate, bisognerà tenere conto del fatto che in questa realtà esiste una incidenza elevata di soggetti che hanno bisogni speciali, ma ancora, a monte, bisognerà chiedersi se è giusto che si creino, come dire, delle “ghettizzazioni” senza tenerne conto nel corso della scelta dell’orientamento professionale, durante la scuola dell’obbligo.
Bisogna capire nel biennio di scuola media superiore, che ora è obbligatorio, che cosa si può fare per indirizzare in modo più produttivo questi ragazzi verso una loro scelta professionale, verso una loro scelta di formazione perché altrimenti il rischio è che per loro la scolarizzazione superiore diventi semplicemente prolungamento di una tortura.

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