Diabete materno e povertà aumentano nella prole il rischio ADHD

La combinazione tra povertà e diabete in gravidanza aumenta in modo significativo, nella prole, il rischio di ADHD: dall’età di 6 anni i bambini che nascono da mamme diabetiche in condizioni di indigenza economica sviluppano, con un rischio 14 volte più alto rispetto ai coetanei, l’ADHD, il disturbo caratterizzato da poca concentrazione, comportamento impulsivo e iperattività.
Lo studio apparso su Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine di gennaio è stato condotto su 212 bambini. Di questi, 115 avevano le madri in precarie condizioni socioeconomiche o con diabete in gravidanza, o con entrambe le condizioni; 97 erano soggetti sani. I ricercatori hanno valutato i bambini per i sintomi di ADHD a 3 o 4 anni, e di nuovo all’età di 6: le mamme con diabete gestazionale o indigenti mostravano un rischio doppio di avere bambini con l’ADHD rispetto ai controlli.
Questo studio suggerisce che si può intervenire con sollecitudine durante la gravidanza per prevenire l’insorgenza dell’ADHD nei figli. Le donne, economicamente disagiate, seguono una dieta meno equilibrata che aumenta il rischio diabete, sostiene il dr. Jeffrey M. Halperin, autore dello studio, professore di psicologia al Queens College e docente in psichiatria al Mount Sinai Medical Center di New York City secondo cui “una buona assistenza ostetrica, il controllo regolare del livello di glucosio nel sangue, e una dieta sana con pochi grassi e zuccheri, diminuirà il rischio ADHD così come altri disturbi cognitivo-comportamentali nella prole”.
Inoltre “se una donna ha avuto diabete durante la prima gravidanza, è probabile che ne soffra nelle gravidanze successive, fatto che ci permette di poter intervenire con la giusta tempistica per ridurre i rischi” ha dichiarato Halperin.
Lo studio “evidenzia come l’ADHD abbia molteplici cause”, sostiene il dr. John A. Shaw, direttore della psichiatria pediatrica presso la University of Miami School of Medicine. “E’ importante riconoscere subito i fattori di rischio del disturbo in modo da poter sviluppare idonee strategie di prevenzione”.
Il dr. Joel Nigg, professore di psichiatria, pediatria e neuroscienze comportamentali alla Oregon Health and Science University di Portland, ha scritto un editoriale in cui afferma che “controllare lo stato di salute in gravidanza è importante per la salute fisica e mentale del bambino, evidenza che aumenta con la crescita e che enfatizza la necessità di una buona assistenza prenatale”. HealthDay – 2 gennaio 2012

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