Il Trattamento dei Disturbi Specifici dell’ Apprendimento

Il trattamento dei DSA non è un “dopo scuola” o una “ripetizione”, ma un percorso parallelo, un sostegno mirato al superamento delle difficoltà scolastiche, un lavoro di rielaborazione di attività pensate per il soggetto e per i suoi bisogni.

Ma qual è il modo migliore per stabilire un contatto collaborativo con un bambino bisognoso di aiuto? Specie se i suoi sentimenti nei confronti dello studio e della scuola sono frustrazione, senso di inadeguatezza, colpa, rabbia e noia? E come deve essere il rapporto con la famiglia e con gli insegnanti?

images_0 Qui  entra in gioco C. R. Rogers e l’Approccio Centrato sulla Persona. Grazie infatti all’ascolto empatico e all’accettazione positiva incondizionata si viene a creare quel clima facilitante in cui il ragazzo ed il terapista collaborano insieme per la pianificazione dell’intervento.

I materiali che danno i risultati migliori sono proprio quelli proposti e costruiti dal soggetto stesso, trasformando in tal modo l’incontro con il consulente in un vero laboratorio creativo in cui il ragazzo si sente accolto ed ascoltato in modo autentico, ma soprattutto sente di essere il solo protagonista del suo percorso di apprendimento.

Il clima di reciproco rispetto e di condivisione degli obiettivi permette di affrontare anche le altre fasi dell’intervento, quelle più impegnative, dove il ragazzo dovrà svolgere attività ed esercizi specifici, studiati e strutturati appositamente per lui. L’atmosfera ludica, serena e giocosa renderà l’incontro interessante e piacevole, stimolando in modo efficace la motivazione verso lo studio.

Anche i colloqui con la famiglia e gli insegnanti sono di fondamentale importanza. Vanno raccolte informazioni circa l’evoluzione dello sviluppo e delle diverse fasi della crescita psicomotoria, lo sviluppo del linguaggio, il livello di socializzazione, le modalità di inserimento nella scuola e il clima familiare presente.

Ugualmente importanti sono le indicazioni da parte degli insegnanti, è necessario conoscere la metodologia didattica e il contesto classe.

In conclusione, l’intervento comprende azioni mirate da sviluppare in due ambiti precisi:

  1. quello personale, ossia la storia del soggetto, le sue emozioni, gli interessi, i bisogni e la motivazione;
  2. quello organizzativo, ossia la rete di sostegno che comprende il clima scolastico e familiare, nonché la disponibilità a cooperare ed organizzare percorsi alternativi, creativi e originali.

Senza una valida metodologia tutto ciò non sarebbe possibile, quindi è indispensabile un approccio empatico e un’accoglienza senza giudizi per affrontare le difficoltà e sviluppare un trattamento dei DSA che sia più efficace possibile, diminuendo la probabilità di insuccesso.

 

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